Tornare a casa per Natale costa più di un pranzo con i parenti: la realtà dei fuorisede

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Tornare a casa per le festività: un incubo per fuorisede e per i portafogli 

Ah, il Natale! Il periodo dell’anno in cui tutti diventano più buoni, ci si scambia gli auguri (anche con il vicino di casa ostico!) e si condividono abbracci e…veri momenti di panico guardando il costo dei biglietti. Chiunque lo abbia mai cercato per le feste natalizie (soprattutto i fuorisede) sa perfettamente di cosa stiamo parlando: il prezzo può costare fino a 4 volte di più rispetto al solito. E se sei del Sud Italia, specialmente delle isole, ecco il tuo bonus Natale: la spesa aumenta notevolmente. Facciamo un piccolo esempio: un volo Milano-Brindisi, in prossimità delle festività, costa tra i €200 e i €300. Peggio ancora (come anticipato qualche rigo più sù) il prezzo dei treni per la tratta Milano-Palermo: parliamo di un costo tra i €300 e i €500. Paradossalmente, conviene di più fare un viaggio all’estero piuttosto che in Italia: partire da Milano per trascorrere qualche giorno a Londra costa ben €70. Una bella differenza, vero? Arrivati a questo punto, una domanda sorge spontanea: da cosa è causata questa impennata di prezzi?

  1. Domanda alle stelle (proprio come la stella cometa)

Anche se può sembrare scontato, tutti vogliono partire per Natale. Questo è il periodo dell’anno in cui milioni di persone viaggiano per raggiungere amici e parenti (compresa la nonna che ti fa l’inevitabile domanda: “E il fidanzatino/a”) o semplicemente per concedersi qualche giorno di relax altrove. Questo, però, crea un aumento di domanda che le compagnie sfruttano alla massima potenza. Con il semplice principio di domanda e offerta, i prezzi salgono vertiginosamente. 

  1. Gli algoritmi (gli elfi aiutanti delle compagnie)

Oltre Babbo Natale, anche le principali compagnie di trasporti hanno i loro elfi aiutanti: gli algoritmi dei prezzi. Questi simpatici assistenti controllano e osservano ogni tua mossa: ti sentono quando cerchi, monitorano la domanda in tempo reale e aumentano i prezzi con l’aumentare delle prenotazioni. Come contrastarli? Alcuni siti (come Skyscanner o Momondo) analizzano le migliori tempistiche per acquistare biglietti aerei. Secondo i loro studi, i prezzi dei voli per le festività natalizie possono variare significativamente a seconda di quando si acquistano.Si suggerisce, quindi, di prenotare i voli almeno 6-8 settimane prima delle festività per ottenere tariffe migliori. In alternativa, la navigazione in incognito oppure la prenotazione in orari insoliti (alle 2:00 di notte, ad esempio) possono essere utili strategie.

  1. Poca flessibilità e affluenza nei “giorni rossi”

Un altro motivo per cui i prezzi schizzano a ridosso delle festività è che tutti vogliono partire negli stessi giorni. Il 22 dicembre, ad esempio, viene scartato “perché troppo presto”, quindi meglio rimediare il 23. Al contrario, il 24 dicembre è troppo tardi e sembra di correre una maratona contro il tempo (e contro le lasagne della mamma messe nel forno!). Secondo recenti dati, i giorni che anticipano il Natale è il periodo clou in cui le persone prenotano i biglietti, scatenando una vera e propria carneficina. 

  1. Maggiori costi del personale  

Durante le festività, le compagnie aumentano di proposito i prezzi. Nonostante questo tema venga spesso ignorato (non sempre intenzionalmente), il rincaro dei biglietti è anche legato a tutte quei dipendenti che lavorano nei cosiddetti “giorni rossi”. Qui, entrano in ballo gli straordinari e tutti i costi aggiuntivi del personale che, inevitabilmente, hanno anche un impatto sul prezzo finale. 

Tutto molto bello, ma possibile che nessuno abbia denunciato tutti questi rincari? Per “fortuna” dei fuorisede, già tempo diverse associazioni si sono mosse in tal senso. Assoutenti, ad esempio, ha espresso preoccupazione per la gestione dei biglietti, accusando le compagnie di treni di applicare tariffe molto più alte del normale, sfruttando la domanda elevata. L’associazione ha sollecitato l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) a intervenire per limitare questi aumenti, chiedendo una maggiore trasparenza sulle politiche tariffarie. 

E ancora: l’Unione degli Universitari (UDU) ha spesso sottolineato come gli aumenti dei mezzi di trasporto incidano gravemente sugli studenti e giovani lavoratori, che, oltre a dover sostenere il costo dell’affitto e affini, si trovano a dover far fronte a tariffe aumentate in vista delle festività natalizie. La UDU ha lanciato diverse campagne per sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di contenere i costi di viaggio per gli studenti, anche attraverso agevolazioni o sconti per le tratte più comuni.

E per concludere, l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha chiesto un’indagine su Trenitalia e Italo per capire se questi aumenti fossero giustificati da una vera e propria “speculazione natalizia”. L’UNC ha criticato la mancanza di tariffe bloccate o fisse durante il periodo di alta richiesta, ritenendo che fosse un modo per sfruttare i viaggiatori che non avevano altra scelta se non acquistare biglietti a prezzi gonfiati.

Insomma, tornare a casa durante le feste di Natale è una vera e propria impresa (soprattutto per i nostri risparmi), eppure qualcosa negli ultimi anni si sta muovendo. Se a questo aggiungiamo un’attenta pianificazione e un pizzico di flessibilità, è possibile tornare a casa senza svuotare completamente il portafoglio e passare le vacanze con chi si ama. 

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Staff Cerco Alloggio