Canone concordato o transitorio: quale contratto conviene firmare?

Quante volte vi è sorto il dubbio o la curiosità che il contratto da firmare fosse davvero quello giusto per voi? Beh, noi oggi vogliamo darvi qualche dritta e aiutarvi a chiarire le idee, anche in vista del nuovo anno accademico.

 

Potrebbe non interessarvi come riferimento giuridico, ma bisogna sapere che la legge che regola i contratti di affitto in Italia è la n. 431 del 1998 e impone la forma scritta e la registrazione del contratto.

Per semplificare una matassa ingarbugliata, vi diremo che i contratti maggiormente utilizzati, per chi affitta per un periodo medio-breve, sono quello per studenti universitari e il contratto ad uso transitorio.


Vi chiederete: quali sono le differenze?

  • Il contratto per studenti universitari ha una durata minima di 6 mesi fino ad un massimo di 3 anni. Si tratta di un contratto concordato perché prevede che il proprietario adotti un canone mensile che non superi il tetto massimo previsto dagli accordi territoriali della città. Ma non solo.

    Questa tipologia prevede di fatto agevolazioni tanto per gli inquilini, quanto per i proprietari. In particolare per questi ultimi è prevista la possibilità di usufruire della cedolare secca al 10%, con l’opportunità di ottenere l’esenzione dal versamento di imposta; questo significa che non ci saranno spese di registrazione (67 euro + due marche da bollo da 16 euro).
    I benefici fiscali, però, riguardano anche gli studenti perché, oltre a non essere sottoposti a spese di registrazione (che graverebbero sugli inquilini per il 50%) nei loro confronti è prevista l’opportunità di detrarre il 19% dell’affitto pagato nella dichiarazione dei redditi. Questo vantaggio è rivolto a tutti quegli studenti che frequentano un’università con sede distante almeno 100 km dal proprio Comune di residenza.

    Questa tipologia contrattuale è ideale per gli studenti perché il contratto si rinnova automaticamente prima della scadenza (salvo disdetta da parte dell’inquilino) e questa clausola costituisce un altro importante beneficio perché lo studente può usufruire dell’alloggio per tutta la durata del Corso di Studi.

 

  • Il contratto transitorio, invece, ha una durata minima di 1 mese e massima di 18 mesi ed è rivolto a inquilini, studenti e non, che hanno esigenze di affitto temporanee (che saranno precisate necessariamente all’interno del contratto). 

    Nel caso specifico degli studenti, però, è importante ricordare che dovranno indicare la sede di residenza, risultando registrati in un Comune differente rispetto a quello in cui l’appartamento ha sede. Il vantaggio, per l’inquilino, risiede sia nella transitorietà del contratto che nella possibilità di ritenerlo concluso senza dover dare alcuna comunicazione. Inoltre, per quanto riguarda la registrazione, la cedolare secca si applica al 21% e non sono richieste spese di registrazione né per l’inquilino né per il proprietario.Se invece il proprietario decide di non optare per la cedolare secca, oltre a dover corrispondere inquilini e locatori le spese di registrazione, il reddito da locazione si somma agli altri redditi del proprietario, che in questo caso verserà le tasse in base agli ordinari scaglioni Irpef.

    Fino a qualche anno fa, il contratto a canone concordato imponeva l’affitto dell’intero appartamento. Dopo le recenti modifiche legislative, è mutata disciplina e un proprietario può affittare anche le singole stanze, come già avviene per il contratto transitorio.


Dunque, quale tipologia di contratto conviene firmare?

Per usufruire dei vantaggi fiscali, consigliamo ai proprietari di effettuare una valutazione economica sul canone da proporre agli studenti per scegliere la formula più adatta e conveniente per l’affitto dei propri appartamenti.

Per calcolare il tetto massimo del canone stabilito nell’Accordo Territoriale sarà obbligatorio rivolgersi ad una associazione di categoria (di inquilini o di proprietari) che verificherà la correttezza giuridica di questa tipologia di contratto di locazione e il valore del canone.

Come si calcola?

Tenendo in considerazione l’ubicazione, la metratura dell’appartamento e le sue condizioni. Attraverso un procedimento digitale a scopo puramente indicativo, il nostro portale cercoalloggio.com offre ai suoi utenti proprietari la possibilità di calcolare il valore massimo e minimo del canone concordato come previsto dagli Accordi Territoriali.

Agli studenti, invece, suggeriamo di privilegiare i contratti a canone concordato sia per i benefici che sono previsti dalla legge che per i prezzi tendenzialmente più bassi.

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